Il presidente Barbacovi: "Il 91% dei trentini considera fondamentale conoscere l'origine degli alimenti acquistati"
Nei primi quattro mesi del 2026 è scoppiato circa un alimenatare al giorno in Italia. In totale 128 allarmi alimentari legati a prodotti importati dall'estero, con un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge da un'analisi Coldiretti sui dati del sistema europeo di allerta rapido Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed), diffusa in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare.
Numeri che confermano quanto sia strategico rafforzare il sistema dei controlli lungo tutta la filiera agroalimentare, a partire dai porti, dagli scali e dai valichi di frontiera attraverso cui transitano milioni di tonnellate di prodotti destinati alle tavole degli italiani.
La sicurezza alimentare non deve però fermarsi ai controlli. Occorre garantire ai cittadini il diritto di conoscere con chiarezza l'origine di ciò che acquistano e consumano. Per questo Coldiretti rilancia la battaglia per l'introduzione dell'obbligo dell'etichettatura di origine a livello europeo su tutti gli alimenti - su questo sono state consegnate un milione di firme al Commissario Erupeo alla salute - e per il superamento del principio dell'ultima trasformazione sostanziale previsto dall'attuale codice doganale.
Per Coldiretti Trentino Alto Adige è inoltre necessario investire sull'educazione alimentare delle nuove generazioni, aumentando la presenza di cibo italiano, locale e stagionale nelle mense scolastiche e valorizzando i percorsi di conoscenza della Dieta Mediterranea e delle produzioni agricole nazionali. Un modo concreto per contrastare il proliferare di cibi ultra formulati soprattutto tra i giovanissimi.
"La sicurezza alimentare -conclude Barbcovi- rappresenta oggi una delle grandi sfide strategiche per l'Europa. Per affrontarla servono più controlli alle frontiere, piena trasparenza sull'origine dei prodotti, regole commerciali fondate sul principio di reciprocità e la valorizzazione del vero Made in Italy agroalimentare. Solo così sarà possibile garantire ai cittadini scelte consapevoli e agli agricoltori un giusto riconoscimento del loro lavoro".