L’aiuto reciproco: Ganzega, Regàlia e Caroana
Nel mondo agricolo trentino, l’aiuto occasionale tra familiari, amici, vicini e agricoltori è storicamente legato a forme di solidarietà e mutuo sostegno, soprattutto durante la vendemmia, la raccolta della frutta. Al termine delle attività, la consuetudine prevede spesso un momento conviviale di ringraziamento, denominato Ganzega in diverse zone del Trentino, Regàlia in Valle di Cembra e Caroana in alcune aree delle Valli di Non e di Sole. Il pasto o la merenda conclusivi hanno valore simbolico e comunitario e non costituiscono, di per sé, il corrispettivo della prestazione.
La tradizione, tuttavia, non esclude automaticamente l’applicazione della normativa sul lavoro: l’aiuto deve essere effettivamente spontaneo, gratuito, occasionale, sporadico e privo dei caratteri tipici della subordinazione nel normale periodo di raccolta continuativo.
In ogni caso, devono essere rispettate le disposizioni in materia di salute e sicurezza.
L’uso attualmente in essere che disciplina l’aiuto sporadico e occasionale durante l’attività di vendemmia e la raccolta della frutta recita:
“Per “aiuto sporadico e occasionale durante l’attività di vendemmia e la raccolta della frutta” si intende l’attività non retribuita di vendemmia e raccolta della frutta. L’elemento motivante è l’esistenza di rapporti di amicizia, parentela, vicinato o conoscenza con l’agricoltore. L’aiuto durante il raccolto può comprendere il ristoro con pasti comuni e si conclude con un momento conviviale comune che rappresenta l’unica forma di riconoscimento dell’aiuto assicurato.”
Il mutuo aiuto in caso di malattia o difficoltà grave ed imprevedibile dell’agricoltore
Nella tradizione agricola trentina, quando un agricoltore si ammala o si trova temporaneamente impossibilitato a lavorare, familiari, amici, vicini e altri agricoltori possono intervenire per aiutarlo nelle attività urgenti e non rinviabili, come la potatura, la vendemmia o la raccolta. Questa forma di mutuo aiuto nasce dalla solidarietà della comunità rurale e non dalla ricerca di un guadagno. L’aiuto deve essere spontaneo, gratuito e occasionale.
In ogni caso, devono essere rispettate le disposizioni in materia di salute e sicurezza.
L’uso attualmente recita: “L’aiuto di soccorso tra agricoltori è costituito dalla prestazione gratuita che gli agricoltori svolgono a favore di un collega impossibilitato a svolgere le attività agricole a causa di malattia, infortunio o altre situazioni di necessità, oggettive e comprovabili.”