14 Marzo 2024
GIORNATA PAESAGGIO: COLDIRETTI, 55% CUSTODITO DA AGRICOLTORI

Ma in mezzo secolo scomparsa una superficie agricola pari a 12 milioni di campi da calcio a causa di cementificazione e cambiamenti climatici

 

Gli agricoltori custodiscono il 55% del paesaggio nazionale, garantendo una costante opera di manutenzione e tutela del territorio, messa però sempre più a rischio dal fatto che nell’ultimo mezzo secolo è scomparsa una superficie agricola pari a 12 milioni di campi da calcio. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della Giornata nazionale del paesaggio che si celebra il 14 marzo con l’obiettivo sensibilizzare i cittadini sulle tematiche legate alla tutela dello stesso, fortemente segnato dalle produzioni agricole, dalle dolci colline pettinate dai vigneti agli ulivi secolari, dai casali in pianura alle malghe di montagna, dai pascoli ai terrazzamenti.

"Una risorsa economica, ambientale e turistica per il Trentino Alto Adige come per tutto il Paese – commenta il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi – sulla quale pesano però gli effetti della cementificazione e dell’abbandono che hanno progressivamente indebolito la presenza degli agricoltori sul territorio. Basti dire che nel 1970 la superficie agricola totale rappresentava l’83% del territorio nazionale".

Pesano le follie dell’Ue. Agli effetti dell’erosione del suolo agricolo si aggiungono le follie dell’Unione Europea come la direttiva sul Ripristino natura, una legge senza logica che – denuncia la Coldiretti – andrà a diminuire ulteriormente la produzione agroalimentare, mettendo in contrapposizione la natura e l’agricoltore, che in realtà è il vero custode di questo patrimonio ambientale.

Al contrario occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio.

Un patrimonio di biodiversità. Gli agricoltori rappresentano peraltro anche un argine alla perdita di biodiversità, in una situazione in cui dalle 8.000 varietà di frutta presenti lungo la Penisola – sottolinea Coldiretti – si è scesi a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate in pericolo anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta.