17 Giugno 2022
UN INTENSO ANNO DI ATTIVITA’ E TANTI PROGETTI PER IL FUTURO: A TRENTO L’ASSEMBLEA PROVINCIALE DI COLDIRETTI 
Un importante momento di confronto, con tanti temi trattati che hanno sintetizzato un intenso anno di attività e gettato le basi per il futuro, in un momento particolarmente delicato per il settore agricolo. 
Si è svolta in un clima di grande partecipazione l’assemblea di Coldiretti Trento, organizzata simbolicamente presso la Federazione provinciale Allevatori Trento, a testimoniare la vicinanza dell’Organizzazione rispetto al settore zootecnico, fortemente colpito dalla crisi economica in corso 
“L’emergenza Covid –ha affermato il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Brabacovi aprendo il proprio intervento- ha fatto emergere la centralità dell’agricoltura per garantire le forniture alimentari alla popolazione. Il Recovery Fund può e deve rappresentare un’opportunità per tutti i comparti dell’agroalimentare nazionale e prima ancora trentino. Dobbiamo difendere la nostra sovranità alimentare ancor di più oggi dopo lo scoppio del conflitto militare”.  
 
Tanti i temi toccati dalla Relazione del Presidente che ha ripercorso un 2021 particolarmente impegnativo. Tra le azioni messe in campo per tutelare e rafforzare il settore agricolo: la carenza di manodopera e le soluzioni proposte da Coldiretti, la salvaguradia del “Made in 
Trentino”, le proposte legislative per contrastare l’annoso problema dei grandi carnivori, la mobilitazione per combattere il reale pericolo di una diffusione di prodotti di sintesi, quale la carne sintetica, l’importanza della risorsa idrica, il problema del consumo distorto del suolo, il tema del biodistretto, la futura riforma della Pac.  
 
La questione della manodopera nelle nostre campagne –ha spiegato Barbacovi- è stata ed è per noi prioritaria. Come Coldiretti non abbiamo mai smesso di sollecitare i livelli provinciali e nazionali sul tema, e siamo riusciti ad ottenere per l’intero anno 2021 la quarantena attiva, che ha permesso ai lavoratori stranieri di poter svolgere da subito l’attività lavorativa richiesta, evitando il periodo di isolamento fiduciario. 
Stiamo continuando a lavorare con il Governo nazionale sul fronte della semplificazione burocratica per assumere pensionati e studenti nel totale rispetto delle norme lavoristiche, ma con regole che agevolino notevolmente la loro assunzione. 
Sempre in materia di lavoro, voglio ricordare l’istituzione del welfare aziendale a carico dell’EBTA e la collaborazione con l’Agenzia del lavoro nella formazione di personale disoccupato direttamente in campo per agevolare l’utilizzo di manodopera locale”. 
 
Il presidente ha quindi ricordato che anche nel 2021 Coldiretti ha portato avanti la battaglia sullo “Stop consumo di suolo”: la nuova edizione (2020) del Rapporto sulle dinamiche di urbanizzazione e sul consumo di suolo in Trentino ha evidenziato dei dati preoccupanti con un incremento del 190% degli insediamenti negli ultimi 50 anni a danno delle aree agricole, che invece rappresentano poco più del 10%. 
“La perdita di superficie coltivata –ha ricordato Barbacovi- comporta inevitabilmente una riduzione della produzione agricola, rendendola insufficiente a soddisfare il fabbisogno alimentare nazionale e facendo crescere la dipendenza del nostro Paese dall’estero, pensando al momento storico in cui stiamo vivendo reputo superfluo aggiungere altri commenti. 
Per questo abbiamo raccolto decine di migliaia di firme a livello nazionale, quasi 7000 nella nostra regione per dire NO al fotovoltaico a terra, battaglia che fortunatamente abbiamo vinto”. 
 
Altro annoso problema ricordato da Barbacovi la presenza incondizionata dei grandi carnivori.“Dobbiamo andare nella direzione non di garantire i denari per pagare i danni, ma di ridurre i rischi. Sappiamo che la Provincia non ha autonomia in materia, pertanto come Organizzazione stiamo lavorando anche sul livello nazionale per riuscire a trovare una norma che possa tutelare non solo l’animale protetto, ma anche l’agricoltore o allevatore. 
Oltre ai lupi e agli orsi, un altro selvatico che si sta diffondendo in modo preoccupante è il cinghiale. A luglio del 2021 come Coldiretti abbiamo organizzato un flash mob di fronte al palazzo della Provincia per porre l’attenzione su un disagio che tocca non soltanto molteplici attività economiche, ma impatta anche sulla vita dei cittadini”.  
 
Tema che vede da sempre Coldiretti in prima linea quello relativo al consumo d’acqua, rispetto al quale il presidente ha affermato che “vanno rafforzati quei progetti che portano alla raccolta, alla canalizzazione e all’utilizzo razionato. Per quanto riguarda strumenti e opere funzionali al risparmio di acqua facciamo riferimento, ad esempio, agli impianti d’irrigazione a goccia, ai sistemi di recupero delle acque, ai bacini imbriferi. 
Anche all’interno delle proposte per il Recovery Plan, come Coldiretti, abbiamo messo l’acqua al centro dei progetti considerandola elemento fondamentale di investimento assieme alla digitalizzazione, la riforestazione di aree metropolitane e la transizione ecologica”.  
 
“Prima la pandemia –ha concluso Barbacovi- oggi un conflitto militare, la situazione per il settore agricolo rischia di essere destabilizzante e richiedere interventi strutturali da parte del policy maker nazionale ed europeo. E’ prepotentemente tornato il tempo dell’urgenza dell’autosufficienza, una situazione che ci riporta al dopoguerra, quando l’Europa mise al centro della sua costruzione la sovranità energetica e alimentare, dando vita all’EURATOM e alla Politica Agricola Comune (PAC).  
Incentivare produzione e sostenibilità: questa è la grande sfida che ha difronte l’Europa per affrontare la guerra oggi ed evitare il disastro climatico e alimentare domani. 
Il settore agricolo e agroalimentare non potrà reggere a lungo gli effetti economici di quest’ultimo anno causati da aumenti fuori controlli dei costi energetici, ma il settore che più di tutti sta soffrendo è lo zootecnico. 
Lo scorso 10 marzo, con la partecipazione di oltre 500 agricoltori ed allevatori, abbiamo promosso su Trento un’importante manifestazione contro il caro prezzi e no alla guerra dove sottolineavamo la drammaticità della situazione economica, con un focus particolare al settore zootecnico. 
In quella sede, abbiamo presentato al Commissario di Governo una piattaforma di proposte concrete. 
Un’ulteriore spinta positiva è stata data, grazie ad un contributo della Provincia e all’ottima gestione del Consorzio Codipra, dal Fondo mutualistico IST latte, che ha creato una riserva finanziaria che, unitamente al contributo della Provincia, sarà a disposizione nei prossimi anni per liquidare ulteriori compensazioni economiche in favore degli aderenti colpiti da gravi crisi di reddito aziendale.  
Siamo pienamente consapevoli che tutto ciò non è sufficiente e servono rimedi immediati e un rilancio degli strumenti europei e nazionali che assicurino la sovranità alimentare come cardine strategico per la sicurezza, per questo abbiamo chiesto a gran voce e ottenuto dalla UE lo sblocco immediato di 200 mila ettari su un milione a disposizione, che potranno essere coltivati già dalla campagna in corso. 
Infine, come Coldiretti, dopo aver proposto ed ottenuto la decretazione sulle pratiche sleali, che prevede come momento centrale che il prezzo del prodotto agricolo venga fissato sui costi medi di produzione, ci si è attivati per far partire i controlli su tutte le principali catene di distribuzione, al fine di verificare il rispetto della norma evitando fenomeni speculativi”. 
 
L’INTERVENTO 
Ripartire dal territorio per affrontare le sfide del mercato globale. A iniziare dall’internazionalizzazione. Il presidente della Coldiretti, Gianluca Barbacovi, in occasione dell’assemblea provinciale, ha illustrato le linee guida della strategia dell'Organizzazione. 
“Siamo gli unici a portare nel mondo il modello agricolo italiano”. Un modello che Coldiretti è pronta a difendere dall’attacco frontale che arriva dalle multinazionali che stanno realizzando latte finto e sono in attesa dell’autorizzazione della Ue per produrre in laboratorio anche yogurt, latticini e formaggi. 
L’Italia che fonda i suoi successi sulla distintività rischia più di tutti. “Dobbiamo dunque creare una rete – ha spiegato il presidente - partendo dall’Europa e che coinvolga il resto del mondo per mettere in campo una controinformazione sui rischi dei cibi sintetici. Il rischio infatti è che dopo le comunicazioni e la farmaceutica sarà il cibo a finire nelle mire delle multinazionali. L’indisponibilità di prodotto poi, in questa fase, favorisce meccanismi devastanti”. 
 
Una partita pericolosa che mette a rischio le migliori eccellenze del Made in Italy e Made in Trentino. “La Coldiretti è pronta a combattere per arginare la deriva e ha titolo per farlo, perché la politica portata avanti finora, improntata sulla valorizzazione della cultura dei territori e sul rapporto con i consumatori, è ormai diventata un comune sentire. Così come la difesa dei prodotti di nicchia: su scala mondiale non possiamo competere sulla quantità, ma possiamo raggiungere un ottimo posizionamento sui mercati globali per quanto riguarda il valore economico e la qualità. L’export ha raggiunto nel 2021 quota 52 miliardi e anche nei primi mesi di quest’anno si registra una crescita del 20%”. 
 
Ma secondo il presidente si può fare di più: “Dobbiamo oggi, in un momento critico, delineare la traiettoria per i prossimi anni. Il cibo è un elemento centrale per tutti i Paesi più avveduti e per questo stiamo rappresentando a tutti i ministri quello che l’Italia deve fare. Ci dobbiamo strutturare per dare risposte di medio lungo termine. E bisogna partire dai problemi strutturali. Ne abbiamo parlato ben prima che scoppiasse la pandemia. Stesso discorso sui bacini di accumulo che vanno affrontati in un’ottica ampia che coinvolge industrie, imprese, società con ricadute sull’idroelettrico e altre forme di produzione energetica che non possono essere realizzate senza acqua. Abbiamo dimostrato lungimiranza perché siamo convinti che o i segnali si leggono prima oppure ci ritroviamo ad arrivare dopo gli altri e siamo costretti ad accontentarci. Per questo continuiamo a spingere sul Governo da cui in occasione degli ultimi incontri dei nostri vertici nazionali con i ministri della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli abbiamo ottenuto importanti impegni”. 
In particolare su alcune emergenze che l’agricoltura sta affrontando, dalla peste dei cinghiali alla fauna selvatica, dalla siccità alla carenza di fertilizzanti fino alla necessità di una decisa accelerazione nella produzione di biogas e biometano agricolo e nella produzione di energia da impianti fotovoltaici. I danni provocati dalla fauna selvatica hanno favorito lo spopolamento soprattutto delle aree interne. 
“Ora si possono recuperare i 200mila ettari destinati al set aside su cui la Ue ha dato la possibilità coltivare, ma di ettari l’agricoltura italiana ne ha persi 800mila. Per far fronte alla crisi energetica – ha continuato Barbacovi- abbiamo chiesto inoltre l’immediata applicazione delle misure di supporto alla produzione di biometano previste nel Pnrr, l’adozione del decreto di revisione degli incentivi modificandoli in base all’andamento di mercato (c.d. FER2) previsto dal Decreto legislativo 199/2021 di recepimento della direttiva sulle fonti rinnovabili”. 
E’ importante per la Coldiretti prorogare gli incentivi per gli impianti esistenti, dando una stabilità di lungo periodo alla gestione degli investimenti per la produzione di energia elettrica e termica in impianti che non siano nelle condizioni, tecnologiche e di distanza dalla rete, di convertire la produzione a biometano. Coldiretti ha anche chiesto ai ministri l’adozione del bando Mipaaf su parco agrisolare con l’immediata apertura delle domande. E ancora indennizzi alle imprese agricole per i danni subiti a causa della siccità e interventi infrastrutturali di medio-lungo periodo per aumentare la capacità di accumulo dell’acqua e della successiva ottimizzazione nella gestione. La Coldiretti ha già ottenuto l’equiparazione del digestato ai fertilizzanti, ma ora ha sollecitato l’emanazione del decreto attuativo tenendo conto delle effettive esigenze del settore agricolo per consentire la sostituzione dei fertilizzanti chimici. 
 
Sul fronte interno Barbacovi ha ricordato che dopo due anni segnati dal Covid sono ricominciati gli incontri sul territorio con i soci, fondamentali per rafforzare un dialogo diretto e per rendere tutti partecipi dello sforzo che si sta portando avanti a livello nazionale sul Pnrr, ma anche su tutte le attività portate avanti a livello locale.